STUDIO LEGALE AVV. ELISA M.BENVENUTI
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Specializzazioni

In questa sezione trovate una panoramica dei contenziosi per i quali gli avvocati di STUDIO LEGALE AVV. ELISA M.BENVENUTI forniscono un'assistenza qualificata rispondendo alle singole esigenze.

Diritto di famiglia

Dalle controversie riguardanti l'affidamento dei figli alla procedura di divorzio: STUDIO LEGALE AVV. ELISA M.BENVENUTI offre assistenza legale in tutte le problematiche attinenti al diritto di famiglia.

 

 

Come fa il giudice a determinare l’ammontare dell’assegno divorzile? Deve uniformarsi a quello di mantenimento oppure esistono altri parametri ai quali deve rifarsi? Ha dato risposta a questa domanda una recente pronuncia della Cassazione [1].

 

In particolare la Suprema Corte, ha chiarito che:

– l’assegno di divorzio deve tendere a garantire al beneficiario il mantenimento del tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale: criterio questo – lo ricordiamo – proprio di recente dichiarato legittimo dalla Corte Costituzionale;

 

– un indice di detto tenore di vita può essere rappresentato dall’attuale disparità di posizioni economiche dei coniugi [2];

 

– il giudice può liberamente valutare l’entità dell’assegno di mantenimento stabilito con la separazione per ricostruire il tenore di vita dei coniugi durante la convivenza, nonostante l’assegno divorzile abbia differente natura, presupposti e finalità rispetto ad esso [3] (per un approfondimento leggi: Assegno di divorzio: quanto dipende da quello di separazione?);

 

– il divario sussistente tra le attuali condizioni di marito e moglie può essere valutato anche ai fini della determinazione stessa dell’assegno di divorzio: nello specifico, anche la disponibilità patrimoniale acquisita in via ereditaria rappresenta una voce reddituale di cui tener conto [4];

 

– in sede di divorzio il giudice non deve considerare i soli elementi di novità rispetto al momento della separazione, ma deve procedere ad un autonomo riesame della posizione economica dei coniugi.

 

Quando perciò – tenuto conto di tutte queste circostanze – il giudice rilevi che il divario economico tra marito e moglie sia aumentato rispetto al periodo della separazione e che la posizione del coniuge obbligato al versamento dell’assegno sia migliorata (anche in ragione di un lascito ereditario), potrà legittimamente prevedere (come nel caso all’esame della Suprema corte) un aumento dell’assegno divorzile al coniuge economicamente più debole.

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In pratica

Il giudice nello stabilire la misura dell’assegno di divorzio non deve necessariamente uniformarsi all’entità dell’assegno di mantenimento stabilito con la separazione, ma deve tener conto della sussistenza di una attuale disparità economica tra i coniugi valutata sulla base di una serie di circostanze tra le quali anche l’eventuale eredità che abbia accresciuto il patrimonio del coniuge obbligato.

[1] Cass. ord. n. 4285 del 3.03.2015.

[2] Cass. sent. n. 2156/10.

[3] Cass. sent. n. 2582/10.

[4] Cass. sent. n. n. 23508/2010 .

 

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In particolare la Suprema Corte, ha chiarito che:

– l’assegno di divorzio deve tendere a garantire al beneficiario il mantenimento del tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale: criterio questo – lo ricordiamo – proprio di recente dichiarato legittimo dalla Corte Costituzionale;

 

– un indice di detto tenore di vita può essere rappresentato dall’attuale disparità di posizioni economiche dei coniugi [2];

 

– il giudice può liberamente valutare l’entità dell’assegno di mantenimento stabilito con la separazione per ricostruire il tenore di vita dei coniugi durante la convivenza, nonostante l’assegno divorzile abbia differente natura, presupposti e finalità rispetto ad esso [3] (per un approfondimento leggi: Assegno di divorzio: quanto dipende da quello di separazione?);

 

– il divario sussistente tra le attuali condizioni di marito e moglie può essere valutato anche ai fini della determinazione stessa dell’assegno di divorzio: nello specifico, anche la disponibilità patrimoniale acquisita in via ereditaria rappresenta una voce reddituale di cui tener conto [4];

 

– in sede di divorzio il giudice non deve considerare i soli elementi di novità rispetto al momento della separazione, ma deve procedere ad un autonomo riesame della posizione economica dei coniugi.

 

Quando perciò – tenuto conto di tutte queste circostanze – il giudice rilevi che il divario economico tra marito e moglie sia aumentato rispetto al periodo della separazione e che la posizione del coniuge obbligato al versamento dell’assegno sia migliorata (anche in ragione di un lascito ereditario), potrà legittimamente prevedere (come nel caso all’esame della Suprema corte) un aumento dell’assegno divorzile al coniuge economicamente più debole.

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[1] Cass. ord. n. 4285 del 3.03.2015.

[2] Cass. sent. n. 2156/10.

[3] Cass. sent. n. 2582/10.

[4] Cass. sent. n. n. 23508/2010 .

 

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In particolare la Suprema Corte, ha chiarito che:

– l’assegno di divorzio deve tendere a garantire al beneficiario il mantenimento del tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale: criterio questo – lo ricordiamo – proprio di recente dichiarato legittimo dalla Corte Costituzionale;

 

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[1] Cass. ord. n. 4285 del 3.03.2015.

[2] Cass. sent. n. 2156/10.

[3] Cass. sent. n. 2582/10.

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